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Diffida-Intimazione alle istituzioni sul “green pass”

Il “certificato verde COVID-19” ( detto anche “Green Pass”) è privo di fondamento scientifico, perché è dimostrato che i vaccinati possono infettarsi ed infettare.

Il Comitato Diritti Umani, Economici e Sociali (www.repubblica.info) ha diffidato il Governo e le altre istituzioni competenti (come le Regioni, gli Ordini dei Medici e dei Pediatri ecc) dal continuare ad applicarlo tal quale, intimando la immediata riforma.

Se le Istituzioni non adempieranno questo dimostrerà che c’è l’intenzione di diffondere l’epidemia, e se l’epidemia non avverrà si sarà dimostrata la volontà di modificare il metodo del governo in un modo non permesso dalla Costituzione (Colpo di Stato) .

La diffida, già spedita, se non rispettata, costituirà prova per l’atto di denuncia, ed in ogni caso interrompe ogni immunità che il Governo si sia autoconferito in quanto incostituzionale.

Firmando anche tu l’atto di diffida rafforzi il soggetto che l’ha presenta, ossia il Comitato.

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Oggetto: incostituzionalità dellacertificazione verde COVID-19cui DL 127/21 per palese irrazionalità ed eccesso di potere – diffida ed intimazione di immediata riforma

Mittente: Loris Palmerini – Comitato Diritti Umani, Economici e Sociali (DUES)

Destinatari: Presidente della Repubblica, Consiglio dei Ministri, Presidenti di Regione, Presidenti degli Ordini dei Medici e dei Pediatri, Direttori di ASL, Sindaci, le forse di Polizia e di ordine pubblico, Corte Costituzionale, le autorità competenti tutte.

Il sottoscritto Loris Palmerini, nato il 29 luglio 1968, a Padova e residente in Rubano (PD), via ———— cittadino italiano ed europeo, in proprio e in rappresentanza delle migliaia di iscritti al “Comitato Diritti Umani, Economici e Sociali” , formulo la presente per significare quanto segue.

Premesso che:

1) lo Stato Italiano, nelle sue varie articolazioni, nell’ombrello della “legislazione” emergenziale per la dichiarata epidemia da Virus Sars-Cov 2, ha instaurato un regime di “certificato verde COVID-19” noto anche come “Green Pass” che su molti aspetti si discosta e contrasta invece con la disciplina UE del “Green Pass”;

2) con il D.L. 127 del 2021 si è proceduto alla progressiva riduzione di diverse libertà e diritti costituzionali fra cui quelli al lavoro ed alle libertà economiche, all’accesso ai servizi pubblici anche essenziali, alla socialità, alla serenità familiare ecc riservandole a chi ha questo certificato verde Covid-19;

3) fra gli assunti scientifici del “certificato verde” o Green Pass ci sarebbe quello per cui i vaccinati non possono più contrarre l’infezione o comunque non sono contagiosi per gli altri;

Le suddette assunzioni scientifiche sono infondate e confutate da una nutrita serie di studi di vasta scala e dimensione che sintetizziamo come segue:

4) è purtroppo vero che anche i vaccinati possono infettarsi con la nuova variante Delta del virus SARS-COV2, e anche i vaccinati possono infettare gli altri (vaccinati e non vaccinati), e possono purtroppo anche morire in misura perfino più frequente di chi non è vaccinato ma ha contratto l’infezione e l’ha superata.

5) è dimostrato per la precisione che dopo circa 3 mesi dalla inoculazione i vaccinati sono contagiosi quanto i non vaccinati asintomatici.

Si allega bibliografia scientifica di alcuni studi, ciascuno dei quali contiene rinvii a diverse decine di altri convergenti.

Ne consegue che lo Stato, nelle sue diverse articolazioni, attuando le norme in oggetto consente e favorisce la circolazione di persone potenzialmente contagiose, i vaccinati, mentre invece gli unici ad essere sicuramente non contagiosi sono quelli che hanno effettuato un tampone entro le ultime 48 o 72 ore a seconda del test. Questi dati sono stati anche riportati nelle audizione in Prima Commissione il giorno 7 ottobre.

Dunque, non avendo ragioni scientifiche a fondamento, la legislazione sul “certificato verde COVID-19” si configura come un meccanismo che di fatto aumenta l’epidemia, poiché permette a persone potenzialmente contagiose e non testate di poter circolare sostanzialmente liberamente.

Tutto ciò premesso e considerato, con la presente VI INTIMO E DIFFIDO AD ADEMPIERE, immediatamente alla riforma della normativa.

Qualora le autorità destinatarie non adempissero, anche in assenza di conseguenze epidemiologiche, si dimostrerebbe allora un diverso scopo della normativa, ossia un percorso di progressiva soppressione delle libertà costituzionali, compreso il diritto all’informazione, per realizzare una trasformazione sostanziale non dichiarata della Costituzione in forme non consentite dalla stessa.

Con ogni più ampia riserva di diritti, ragioni e azioni, la presente vale anche ad interrompere ogni eventuale stato di fatto e rende nulla ogni immunità stabilita nella legislazione emergenziale.

Distinti saluti.

Firma Loris Palmerini
Firmato digitalmente

ALLEGATI:

1) Ricerche scientifiche che convalidano la pretesa

2) Copia del documento di identità scaduto ma legalmente valido

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ALLEGATO 1 (2 pagine)

In data 07 ottobre 2021 in Prima commissione al Senato il Prof. Marco Cosentino è intervenuto sul certificato verde covid-19, cosidetto “Green Pass”, presentando le evidenze scientifiche che emergono dalla ricerca titolata “The impact of SARS-CoV-2 vaccination on Alpha & Delta variant 2 transmission” disponibile al link https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.09.28.21264260v1.full.pdf

La ricerca, effettuata su quasi 96.000 persone, ha dimostrato che circa 3 mesi dopo la vaccinazione la contagiosità dei vaccinati è sostanzialmente la stessa dei non vaccinati apparentemente sani, ossia non vi è alcuna sostanziale differenza di contagiosità fra un vaccinato e un non vaccinato asintomatico. Questo perché la variante oggi preponderante del virus Sars-Cov2, la Delta, ha superato la protezione del vaccino che è risultata quindi temporanea.

Alla luce di queste risultanze, il Prof. Cosentino ha evidenziato che risultano scientificamente infondati o non dimostrati ben due dei tre assunti alla base del Green Pass, e vi è l’erroneo presupposto che la vaccinazione garantisca la non contagiosità del vaccinato. Egli ha concluso che solo l’esito negativo di un tampone può garantire la non contagiosità anche dei vaccinati.

Tralasciando il resto dell’intervento del Prof. Cosentino, meglio evidenziare che la stessa ricerca ha evidenziato che :

– non tutti i vaccini danno una protezione di tre mesi, alcuni anche meno

– la variante Delta è diffusa a livello globale e ha causato recrudescenze dell’infezione anche in presenza di un’elevata copertura vaccinale

– la vaccinazione non seguita dalle misure imposte ai non vaccinati è un’importante fattore di diffusione della variante Delta dovuto alla trasmissione da individui vaccinati che si infettano.

Un rapporto pubblicato dal Ministero della Salute in Israele ( https://www.gov.il/BlobFolder/reports/vaccine-efficacy-safety-follow-up-committee/he/files_publications_corona_two-dose-vaccination-data.pdf https://govextra.gov.il/ministry-of-health/corona/corona-virus-en ) dal titolo “The COVID-19 vaccine efficacy reduced to 39% in Israeli due to the impact of the Delta variant, which warned the world about the efficacy of the current used vaccines.ha evidenziato che l’inefficacia dei vaccini di impedire la trasmissione della variante Delta ha ridotto al 39% l’efficacia di 2 dosi del BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) come prevenzione dell’infezione da COVID-19. Un valore sostanzialmente inferiore all’efficacia sperimentale del 96% dichiarata dai produttori sul campione di studio.

Lo studio https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34488546/Impact of the Delta variant on vaccine efficacy and response strategies” conferma che la vaccinazione va accompagnata dall’uso della mascherina anche per i vaccinati.

Il 4 agosto 2021 su “Case Reports Vaccines (Basel)” è stato pubblicato un report titolato “An Outbreak of COVID-19 among mRNA-Vaccinated Nursing Home Residentsche ha descritto un focolaio tra gli ospiti di una struttura di lungodegenza nel Nord Italia. Su 23 ospiti, 20 dei quali completamente vaccinati con il vaccino BNT162b2, è sorto un focolaio il cui conteggio finale è stato di 11 ospiti positivi, 9 dei quali vaccinati, e 4 operatori sanitari positivi, dei quali solo 1 era vaccinato. Otto degli ospiti positivi (sei vaccinati e due non vaccinati) hanno avuto sintomi che in cinque casi (tre vaccinati e due non vaccinati) hanno portato alla morte. Lo studio ha concluso che il rischio di infezione e il rischio di morte non sembrano essere correlati allo stato di salute né al titolo sierologico, ma solo all’età. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34451984/

Una significativa riduzione dell’immunità umorale tra gli operatori sanitari e i residenti nelle case di cura è stata accertata 6 mesi dopo la vaccinazione contro l’mRNA COVID-19 BNT162b2 https://www-medrxiv-org.translate.goog/content/10.1101/2021.08.15.21262067v3?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=nui

Nel settembre 2021 la ricerca dal titolo “Increases in COVID-19 are unrelated to levels of vaccination across 68 countries and 2947 counties in the United States” , svolta su un numero enorme di soggetti ha confermati che i nuovi casi non dipendono dalla percentuale di vaccinazione della popolazione, insomma il vaccino non protegge dalla variante Delta https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s10654-021-00808-7.pdf

Lo studio “Infection with the SARS-CoV-2 Delta Variant is Associated with Higher Infectious Virus Loads Compared to the Alpha Variant in both Unvaccinated and Vaccinated Individuals” dell’agosto 2021 ha accertato che la variante Delta del virus costituiva l’88,2% delle infezioni nella capitale USA sia in vaccinati che nei non vaccinati.

La variante Delta è associata ad un aumento delle infezioni negli individui completamente vaccinati. Le culture cellulari infettate con la variante Delta hanno mostrato un tempo di recupero significativamente più alto nei gruppi vaccinati rispetto a quelli non vaccinati, cosa che invece non si verificava con la variante Alpha.

L’efficacia della vaccinazione nel ridurre il tempo di recupero dall’infezione è stata osservata nei campioni clinici solo con le infezioni della variante Alpha, ma è stata fortemente associato a basse IgG localizzate di SARS-CoV-2 per entrambe le varianti. Un confronto dei valori Ct ha mostrato una diminuzione significativa nella variante Delta rispetto all’Alpha, senza differenze significative tra i gruppi di non vaccinati e vaccinati. Gli autori hanno concluso che “I nostri dati indicano che la variante Delta è associata ad un aumento della carica virale infettiva rispetto alla variante Alpha e ad una diminuzione dei livelli di IgG antivirali delle vie respiratorie superiori.” ed hanno invitato per tanto a rivedere le misure adottate sulla trasmissione del virus. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34462756/

Lo studio “Comparing SARS-CoV-2 natural immunity to vaccine-induced immunity: reinfections versus breakthrough infections(https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.08.24.21262415v1) ha studiato retrospettivamente i casi di infezione verificatisi in Israele nel periodo 1 giugno 15 agosto 2021, ed ha confrontato tre gruppi:

(1) individui che hanno ricevuto due dosi del vaccino BioNTech/Pfizer mRNA BNT162b2

(2)individui precedentemente infettati naturalmente che non sono stati vaccinati

(3)individui precedentemente infettati e poi vaccinati con una singola dose

E’ risultato che i vaccinati con due dosi avevano un rischio di infezione da variante Delta maggiore da 6 a 13 volte in più rispetto a chi aveva avuto la malattia naturale, che l’aumento del rischio era significativo anche per la malattia sintomatica e che un maggior rischio dei vaccinati c’è anche per i ricoveri.

I ricercatori hanno concluso che “Questo studio ha dimostrato che l’immunità naturale conferisce una protezione più duratura e più forte contro l’infezione, la malattia sintomatica e l’ospedalizzazione causata dalla variante Delta della SARS-CoV-2, rispetto all’immunità indotta dal vaccino BNT162b2 a due dosi.

Nel bollettino della sorveglianza integrata del Covid del 18 Settembre 2021 l’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che il 32% dei contagiati e il 35% dei morti dell’ultimo mese era vaccinato con ciclo completo e che il tasso di letalità risultava più alto per chi aveva ricevuto il vaccino.

Anche il Center for Disease Control nel periodo tra gennaio e maggio 2021 ha riportato un aumento del rischio fino al 9% nei tassi di ospedalizzazione tra i vaccinati, e fino al 15% nel rischio di morte tra i vaccinati.

 

( Dando i tuoi riferimenti effettui una firma elettronica in normativa UE, noi in seguito invieremo la diffida e depositeremo denuncia. La Regione di appartenenza serve a conoscere il destinatario.
L’ * a fianco di un elemento indica che il dato è necessario . Grazie)
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